Lisignano viene menzionata già nel 990. Nella baia di Kuje viene scoperto un capitello di calcare della metà del V secolo e la chiesetta Gospa od Kuj (Madonna di Kuje) del 17° secolo che è costruita sui resti della chiesa di San Tommaso.

Sul pavimento della chiesa è conservato un mosaico e le tracce delle mura di un antico edificio.

Alla chiesetta si arriva scendendo fino alla baia di Kuje e poi prendendo a sinistra una strada non asfaltata. Nel 1995 la chiesa viene ristrutturata e nella parete sud viene scoperto un sepolcro che da una verifica negli archivi storici si presuppone si tratti della tomba di Mate Blazinić, un marinaio di Plomino, morto nella baia di Kuje nel 1756. La chiesetta è costruita nel luogo dove sorgeva una  villa romana, in corrispondenza di due camere abbellite da mosaici pavimentali che oggi si possono ammirare nella chiesetta attraverso una lastra di vetro. La ricerca ha portato anche alla scoperta delle terme appartenenti alla villa e ad una lampada con la figura di Cristo.

Invece nell'abitato si trova la chiesa  Madre di Dio del 1896.

All'epoca romana la zona attorno Lisignano era molto importante per il controllo del traffico tra la baia Budava, dove si trovava il porto maggiore degli Histri, e il promontorio dove passava tutto il trasporto marittimo dal nord Adriatico verso il sud.

Fino al 1331 Lisignano è parte della diocesi di Pola, dopo di che ricade sotto l`autorità del Patriarcha di Aquileia; come Parrocchia è nominata nel 1582. I primi abitanti  arrivano in questi luoghi dalle zone di Sinj, Poljice e Imotski. Dal 14° secolo fino alla fine del 18° secolo questa regione è controllata dalla Repubblica di Venezia, nella storia recente questi porti vengono controllati dalla Francia, dall'Austria e dall'Italia.

Ha fatto parte anche del Territorio Libero di Trieste, della Repubblica Socialista Federativa Jugoslava ed oggi è parte della Repubblica di Croazia.

Nell vicinanze di Kuje si trova la piccola localita` archeologica di Karigadur i cui scavi iniziati nel 2001 hanno portato alla luce resti che indicano si tratterebbe di un villaggio di pescatori del periodo dal 5710 fino al 5630 a.c. In tutto l`Adriatico di quel periodo è stato trovato un solo amo antico mentre nella località di Karigadur ne sono stati trovati otto. Oltre agli ami sono stati trovati i primi resti di cereali in Istria, vetro vulcanico (fino ad oggi trovato solo in Grecia, Italia ed Ungheria), frecce da caccia, gioelli, resti di ceramica.

Nesazio

Nesazio è la piu` importante località archeologica della penisola Istriana. L`ampio castelliere di formo` nell` eta` del bronzo. È stata la sede politica e religiosa degli Histri e la loro città principale. Nell 177 a.c. si è svolta la battaglia decisiva tra Romani e Histri. Per non cadere nelle mani dei nemici, Epulon, il re degli Histri si uccise con la sua spada dando l'esempio seguito dai suoi soldati.

Dopo l`assedio di Roma, Nesazio divenne una base militare con osservatorio sulla via che da Pola passando per Lisignano portava verso Albona e Liburnia. I reperti appartengono al periodo tra l` XI e VII secolo a.c.

Del periodo preistorico è preservata la necropoli e le fondamenta della cinta muraria;

di epoca romana sono il Foro, le terme, le strade per l`acqua, la porta e i resti dei tre Templi. Si osservano le rovine delle due Basiliche del V secolo e di un piccolo museo ma la parte più significativa dei reperti si trova nel Museo Archeologico di Pola.

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